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Scrivere lettere contro la pena di morte

UNDICI REGOLE PER SCRIVERE LETTERE PER I DIRITTI UMANI

 

1   RESPONSABILITA’

Se partecipate ad una attività preparata da altri (Azioni Urgenti di Amnesty International, ecc.) seguite accuratamente le raccomandazioni che vengono fornite . Non fate di testa vostra!

2   CORTESIA

Siate sempre gentili e corretti. Ricordate che non state scrivendo “contro” i governi, ma “per” i prigionieri e i diritti umani. Date per scontato che le autorità cui scrivete siano aperte e disponibili alla discussione, perché a volte lo sono. Ricordate che una lettera aggressiva o dal tono arrabbiato può danneggiare il prigioniero. Il vostro scopo è quello di aiutarlo e non di esternare i vostri sentimenti o le vostre idee politiche o religiose.

3   BREVITA’

Una lettera di una pagina (o un breve messaggio scritto a mano su di un aerogramma o su di  una cartolina illustrata) ha maggiori probabilità di essere letta che non un “romanzo”.

4   SEMPLICITA’

Non entrate in complesse questioni politiche.  Non date  l’impressione che scriviate per criticare quel governo o la sua ideologia. Limitatevi a difendere i diritti umani. Se avete legami particolari con il Paese in questione (vi avete viaggiato, ne studiate la lingua) fatelo sapere.

5   CORRETTEZZA

Usate le appropriate formule di saluto per iniziare e terminare le lettere. Controllate di avere scritto correttamente il nome del prigioniero e quello delle autorità. Restate ai fatti riguardanti il caso. Scrivete in italiano a meno che non conosciate bene una delle lingue internazionali comunemente usate o la lingua usata dalle autorità in questione. Eventualmente allegate una vostra traduzione.

6   VELOCITA’

Se potete spedite un telegramma o un fax. Se non avete tempo per una lettera mandate una cartolina. Potete anche scrivere o telefonare all’Ambasciata o al Consolato, e in qualche caso all’Ambasciata italiana in quel paese.

7   TENACIA

Scrivete regolarmente. Più  lettere scrivete più facile sarà farlo.

Scrivete anche lettere ai giornali italiani e stranieri.

8   INVESTIGAZIONE

Fate domande alle autorità (le mie informazioni sono corrette?) e chiedete una risposta.

Una domanda può essere più efficace di una affermazione.

9   RICONOSCIBILITA’

Fornite sempre il vostro nome e indirizzo. Le lettere anonime vengono cestinate.

10  REALISMO

Le autorità vi risponderanno solo occasionalmente. Questo non significa in alcun modo che le vostre lettere non siano lette o non abbiano alcun effetto.

Un proverbio cinese insegna che è meglio accendere una  candela che maledire l’oscurità.

Le vostre lettere sono tante luci che spezzano l’oscurità di una cella.

11  FANTASIA

Le regole sono fatte per essere, quando serve, ignorate.

 

NOTA BENE

Nel caso di attività in cui si faccia riferimento a casi di tortura non usate mai la parola “tortura” e non date per certo che il prigioniero sia torturato. In questo tipo di azioni in cui si deve agire con estrema rapidità, non c’è modo di assicurarsi che i maltrattamenti avvengano effettivamente ma si opera sulla base della probabilità che avvengano. Quindi seguite attentamente le istruzioni fornite e chiedete un trattamento umano e conforme alle Regole Minime Standard dell’ONU

Scrivere lettere contro la pena di morte

11 REGOLE PER SCRIVERE LETTERE CONTRO LA PENA DI MORTE NEGLI STATI UNITI

Chi pensa che gli Stati Uniti d’America aboliranno la pena di morte perché lo chiede il Papa o perché ci sarà una Risoluzione delle Nazioni Unite è un illuso. La pena capitale non cade dal cielo, ma è il prodotto finale di quel sistema politico. Solo gli elettori americani possono mettere fine a questo orrore.  Nulla cambierà fino a quando una parte significativa dell’elettorato americano non avrà capito che la pena di morte è una costosa barbarie.  Il compito di convincerli è il più difficile che il movimento per i diritti umani abbia mai affrontato.  Ma non è un compito impossibile.

 

TUTTI POSSONO COMBATTERE LA PENA DI MORTE, BASTA AVERE CARTA E PENNA

 

1) Dovete avere ben chiaro che non vi state battendo per liberare dei criminali, ma per il rispetto dei diritti umani. Nei 25 anni fra il 1973 ed il 1998, negli USA, ci sono state 500 esecuzioni e almeno 500.000 omicidi volontari. Il vostro pensiero deve essere costantemente rivolto all’immenso dolore dei parenti e degli amici delle vittime. Dolore che viene cinicamente sfruttato per giustificare l’uccisione di 500 poveracci scelti a caso fra le decine di migliaia che hanno commesso crimini simili o peggiori.

2)       Fate attenzione alla “Sindrome del Prigioniero di Coscienza”. Usate le storie dei condannati come spunto per scrivere una lettera ma non trasformate in santi degli assassini. Ricordate che la maggioranza dei 3.300 che in questo momento sta aspettando il boia sarebbe stato condannato in qualsiasi paese civile. Ma ricordate anche che se i 500 uccisi avessero avuto un avvocato decente non sarebbero stati condannati a morte nemmeno in America.

3) Scrivere ad un Governatore o al Presidente è quasi sempre inutile, perché non dovete convincere loro ma i loro elettori. Scrivete a un quotidiano americano e sperate che la vostra lettera sia pubblicata. Ma non pensate che questo sia un compito facile. Il solo caso in cui vale la pena di scrivere al Procuratore o alle autorità locali è quando il processo deve ancora iniziare.

4)       Le vostre lettere dovranno essere gentili, documentate e scritte in inglese. Dovranno contenere il vostro indirizzo completo di numero di telefono.

5)       Il vostro obbiettivo sono gli elettori americani. Ricordate che non siete in guerra con gli Usa, ma state tentando di convincere gente come voi ad unirsi alla lotta per i diritti umani e contro la pena di morte.

6) Se non riuscite a scrivere in inglese e non avete chi traduca per voi, spedite una cartolina illustrata della vostra città. Affrancate con i francobolli più belli che riuscite a trovare.

7)    Se non avete Internet e non trovate gli indirizzi dei giornali americani chiedeteli all’Ambasciata USA Via Veneto 00187 Roma, tel. 06-46741 fax 06/488267.

8)    Sfruttate tutte le occasioni (esecuzioni, liberazioni di innocenti, anniversari, ecc.) per scrivere lettere. Non stancatevi. Più spesso scriverete più facile sarà farlo. Se non avete un computer e non sapete scrivere a macchina scrivete in stampatello, magari su di un aerogramma. Se non riuscite a scrivere nemmeno una cartolina telefonate all’Ambasciata o al Consolato.

9)     Scrivete, chiedendo un chiaro impegno abolizionista, al vostro Sindaco, ai Presidenti della Provincia e della Regione, ai Parlamentari nazionali ed europei, al Presidente del Consiglio, a quelli delle Camere ed al Presidente della Repubblica. Scrivete ai partiti, ai sindacati, alle associazioni sportive, culturali e di categoria e agli ordini professionali. Alle prossime elezioni chiedete che i candidati si impegnino pubblicamente contro la pena di morte.

10) Scrivete lettere contro la pena di morte ai giornali italiani. Chiedete al giornale o al settimanale che leggete di solito di pubblicare regolarmente notizie e informazioni utili sulla pena capitale.

11) Se non riuscite a scrivere nemmeno una cartolina mandate dei soldi a chi si sta impegnando contro la pena di morte

NON FATEVI ILLUSIONI.
E’ estremamente difficile che le vostre lettere salvino un condannato. Non è successo per O’Dell e per Karla Tucker e non succederà per tanti altri.

 

NON DIMENTICATE MAI
La lotta per i diritti umani e contro la pena di morte è la stessa in tutto il mondo.

Eight reasons against death penalty

EIGHT GOOD REASONS TO BE AGAINST THE AMERICAN

(and not only American)

DEATH PENALTY

Death penalty is a human sacrifice, a ritualistic slaughter carried out in cold blood by the State.

It is a travesty of justice, a violation of the right to life, a torture and “nothing more than the purposeless and needless imposition of pain and suffering”.

It is rarely and arbitrarily enforced, “wantonly and freakishly imposed”, with little guaranties for the accused and a predilection to racial minorities.

It is a cancer for the Law and a “privilege” of the poor, because “capital punishment means that those without the capital get the punishment”.

It is an irreversible punishment that kills the insane and the innocent.

It is not self-defence, but revenge.

It is not a more effective deterrent than prison and makes worst the evil it pretends to cure, because death penalty brutalises and makes society more violent.

Sooner or later Americans will realise that capital punishment is an immoral, indecent, illegal, expensive, stupid, cruel, dangerous, racist, classist, arbitrary, capricious, inconsistent, not working violation of human rights, and that the “the death penalty experiment has failed”.

Claudio Giusti

NEVER FORGET: the fight for human rights and against the death penalty is the same all over the world.

Rules to write against death penalty

LEVEN RULES FOR WRITING LETTERS AGAINST THE DEATH PENALTY IN THE UNITED STATES OF AMERICA.

Those who think that USA will abolish the capital punishment because the Pope asks for it or because of a Resolution of the United Nations are deluding themselves. The death penalty is not a meteorological phenomenon but the final product of the American political system. Only the American electors can end this expensive barbarity. The task to convince them is the most difficult the Human rights Movement have had. But it is not an impossible mission.

 

EVERYBODY CAN FIGHT THE DEATH PENALTY.

YOU JUST NEED PEN AND PAPER.

1)   First of all remember you are fighting for the respect of human rights and not to get some criminals free. In the 25 years from 1973 to 1998 in the USA there were 500 executions and at least 500.000 criminal homicides. You must have in mind the enormous pain of the relatives, parents and friends of the victims. Remember also that this pain was cynically used as rationale for the killing of 500 wretches randomly chosen between tens of thousands which committed similar or worse crimes.

2)   Beware of the “Prisoner of Conscience Syndrome”. Do not transform criminals in martyrs. Use their  stories as an hint for your letters, but remember they are not saints. Never forget that the majority of the 3.300 which are waiting for the hangman would have been condemned in every civilised country. But also do not forget that if the 500 killed had had a good lawyer they should be alive, and some free, in America too.

3)  It is a waste of time to write to a Governor or to the President. Your task is not to convince them but their electors. So write to the American newspapers and hope they will publish your letter. The occasion in which it is worth of writing to the Prosecutor and other relevant authorities is before the trial begins.

4)  Your letters will be kind and correct, well informed, written in  English, with your address and telephone number.

5)  Your targets are the American electors. Remember you are not at war against the United States, but you are trying to convince people like you to join your fight against the death penalty and for the respect of human rights.

6)  If you can’t write in English, and nobody will translate for you, send an illustrated postcard of your town. Stamp with the finest stamps you can find.

7)  If you have not Internet and cannot find the addresses of the American newspapers ask to the American Embassy.

8)  Use every opportunity (executions, innocents get free, urgent actions, etc.) to write letters. Do not get tired. The more you write the easyer it is. If you have not a computer or can’t type, write in block  capitals. If you can’t send not even a postcard phone to the American Embassy or Consulate.

9)  Write, asking for an abolitionist commitment, to your Mayor, to the local authorities, to the MPs and to the national authorities. Write to trade unions, political parties, sport and cultural  associations, etc. Ask  the candidates at the next elections a public  statement against the death penalty.

10) Write to the newspapers of your country. Ask to publish more information about capital punishment.

11)  If you can’t do anything send money to them who are doing.

 

DO NOT DELUDE YOURSELVES! It is very difficult that your letters will save a condemned. It did not happen for O’Dell and for Karla Tucker and will not happen for many others.  It will be a long fight.

NEVER FORGET: the fight for human rights and against the death penalty is the same all over the world.