Virgilia D’Andrea

Virgilia D’Andrea nacque a Sulmona (AQ) l’11 febbraio 1888. Passò l’infanzia fra tragedie familiari che la lasciarono orfana in tenera età. A sei anni fu affidata ad un collegio di suore dove rimase fino al conseguimento del diploma di maestra. Insegnò per alcuni anni in Abruzzo poi, allo scoppio della Prima guerra mondiale fece la scelta dell’impegno politico attivo, prendendo parte a convegni e conferenze contro l’intervento dell’Italia nella guerra imperialista. In quegli anni conobbe alcuni esponenti del movimento anarchico abruzzese e si avvicinò con entusiasmo all’ideale dell’anarchia. Nel 1917, all’Impruneta dove era internato per la sua strenua opposizione alla guerra, conobbe Armando Borghi, leader anarchico di primo piano e Segretario nazionale dell’Unione Sindacale Italiana. Fu l’inizio di una vita insieme, un legame pubblico e privato durato poi fino alla morte. Da quel momento la giovane Virgilia si diede interamente alla propaganda dell’ideale anarchico, tenendo conferenze in tutta la penisola, scrivendo articoli e poesie cariche di fede e amore per l’umanità. Nel primo dopoguerra fu dirigente di rilievo dell’Unione Sindacale Italiana, prima a Bologna e poi a Milano, e per questo fu anche arrestata e incarcerata. Scrisse articoli per «Guerra di Classe» e per «Umanità Nova». Conobbe e strinse una forte amicizia con Errico Malatesta, che nella prefazione al primo libro della giovane poetessa, la raccolta di versi Tormento (Milano, 1922), manifestò apertamente l’affetto e la stima per la compagna di lotta politica. Con l’avvento del fascismo fu costretta con Borghi a prendere la via dell’esilio. Fu in Germania, in Olanda, in Francia dal 1923 al 1928. A Parigi fondò e diresse la rivista «Veglia», (1925-27) di cui uscirono 8 numeri. Si recò poi negli Stati Uniti, dove, dall’Atlantico al Pacifico, continuò a diffondere l’ideale anarchico negli ambienti operai. Pubblicò in quegli anni molti articoli nel periodico «L’Adunata dei Refrattari». Tra le sue opere: L’ora di Maramaldo (Parigi, 1925); Torce nella Notte (New York, 1933); le raccolte postume di conferenze Chi siamo e cosa vogliamo/ Patria e religione (Newark, 1947) e Richiamo all’anarchia (Cesena, 1965). Morì prematuramente l’11 maggio 1933, in un ospedale di New York, per un male incurabile.

Per approfondire:

Fiorenza Tarozzi, D’Andrea Virgilia, in Dizionario Biografico degli Anarchici Italiani, vol. 1, Pisa, Biblioteca Franco Serantini, 2003. [da Biblioteca Franco Serantini – Collezioni Digitali]

Indice

► Testi di Virgilia D’Andrea (libri e opuscoli)
Testi di Virgilia D’Andrea (articoli)
► Testi su Virgilia D’Andrea
► Fonti e documenti (Virgilia D’Andrea)

Parigi, 1926 circa. In piedi, da sinistra: Raffaele Schiavina (alias Max Sartin), un compagno sconosciuto, Tintino Rasi. Sedute: Luigina Vanzetti e Virgilia D’Andrea.

Biblioteca Libertaria fondata nel 1916 a Castel Bolognese