Lamberto Borghi

Lamberto BorghiLamberto Borghi nacque a Livorno nel 1907 da famiglia di origine ebraica. Nel 1929 si laureò giovanissimo in filosofia a Pisa con una tesi su Erasmo da Rotterdam. Studente alla Scuola Normale, vi conobbe Aldo Capitini e si legò all’area del nascente liberalsocialismo. A seguito dell’introdu-zione delle leggi razziali fasciste, nel 1940 emigrò negli USA, dove entrò subito in contatto con la cerchia degli esuli italiani antifascisti, legandosi in particolare a Nicola Chiaromonte (che lo introdusse in seguito all’amicizia di Andrea Caffi) e al gruppo raccolto attorno a Gaetano Salvemini. Conobbe allora Dwight Macdonald e collaborò alla sua rivista «Politics», su cui scrivevano (oltre a Caffi e Chiaromonte) Hannah Arendt, Mary McCarthy, Albert Camus e altri esponenti della sinistra critica “non allineata” dell’epoca. Divenuto Fellow of Philosophy all’Università di Yale, collaborò con Ernst Cassirer e conobbe direttamente John Dewey, che esercitò una grande influenza sulle sue idee. Quegli anni furono ricchi di scambi e di confronti anche con personaggi come William Heard Kilpatrick, Carl Rogers, Giorgio de Santillana. Tornato in Italia, Borghi ottenne nel 1949 la libera docenza in Pedagogia all’Università di Pisa. A partire dal 1952, divenuto ordinario della stessa materia, insegnò a Palermo e Torino, e finalmente nel 1955 venne chiamato a ricoprire la prestigiosa cattedra di Pedagogia presso la Facoltà di Magistero dell’Università di Firenze, in sostituzione di Ernesto Codignola. Qui restò poi fino al termine della sua attività accademica nel 1982, per raggiunti limiti di età, e alla nomina a professore emerito. Nel 1951 (ma era stato scritto a New York fra il 1945 e il 1947) uscì il suo libro più importante, Educazione e autorità nell’Italia moderna, in seguito continuamente ristampato. Tra le numerose altre opere, pubblicate quasi tutte dalla casa editrice La Nuova Italia: John Dewey e il pensiero pedagogico contemporaneo negli Stati Uniti (1951), Saggi di psicologia dell’educazione (1951), Il fondamento dell’educazione attiva (1952), Il metodo dei progetti (1953), L’educazione e i suoi problemi (1953), L’ideale educativo di John Dewey (1955), Educazione e scuola nell’Italia di oggi (1958), Educazione e sviluppo sociale (1962), Scuola e comunità (1964), Scuola e ambiente (1964), Maestri e problemi dell’educazione (1987), Presente e futuro nell’educazione del nostro tempo (1987). In Educare alla libertà (1992) sono raccolti alcuni saggi sull’educazione libertaria e i suoi maestri, tra i quali Tolstoj e Kropotkin. Per diversi anni diresse «Scuola e Città», la più importante rivista italiana di pedagogia, sostituendo il fondatore Ernesto Codignola. La sua attività di studioso e di insegnante fu intensa, in diretto rapporto con i più vivaci gruppi italiani di sperimentazione pedagogica, impegnati nel rinnovamento della scuola. Esponente di rilievo del pensiero laico libertario e nonviolento contemporaneo, Borghi contribuì in modo rilevante al rinnovamento della pedagogia italiana, insieme ad altri autori come Tina Tomasi, Aldo Visalberghi, Antonio Santoni Rugiu, Francesco De Bartolomeis, con i quali condivise spesso le battaglie culturali e politiche per una educazione laica e rispettosa della personalità e dell’autonomia dell’alunno. Morì a Firenze il 12 dicembre 2000.

Per approfondire:
► Aldo Lo Schiavo, BORGHI, Lamberto, Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto Treccani della Enciclopedia Italiana, V Appendice (1991)

► Lamberto Borghi, in Wikipedia (19 gennaio 2017)

 

Indice
► Testi di Lamberto Borghi
► Testi su Lamberto Borghi
► Fonti e documenti

Biblioteca Libertaria fondata nel 1916 a Castel Bolognese